Il Vangelo secondo Moore

Il Vangelo secondo Moore
Ovvero come Gesù di Nazareth e il suo migliore amico, Levi detto Biff, inventarono il sarcasmo.

I primi trent’anni di vita del Messia, Gesù di Nazareth, non ce li racconta nessuno. Nei Vangeli si parla della Passione, della sua morte e della resurrezione. Ma la sua giovinezza? La sua pubertà? Dove sono finite?
Facile: ne “Il Vangelo secondo Biff”, di Christopher Moore. E chi è questo Biff? Con che diritto racconta la vita del Messia? Sempre facile: è il suo migliore amico. E non un migliore amico qualunque. Questo Biff è furbo, ironico, velenoso, agile, scontroso, rumoroso, ma soprattutto: fedele, la dote principale di un migliore amico. E se qualcuno penserà che sia stato facile essere fedeli  per trent’anni a Gesù Cristo, leggendo il romanzo di Moore capirà che invece ci sono volute due palle così.
Riportato in via da un angelo di nome Raziel, Biff sarà incaricato, chiuso a forza in una camera d’albergo dei nostri giorni, di scrivere un nuovo Vangelo che racconti la giovinezza del Figlio di Dio. E le cose non sono andate proprio come immaginano tutti. Viaggi in oriente, la comparsa del sesso, lezioni di kung fu, parolacce strillate ai discepoli più stolti. E nonostante questo, la figura del Messia che Moore ci propone è assolutamente realistica. Un ragazzo buono, mite, saggio, in grado di mantenere la calma nei momenti più difficili, ma che soffre il peso del suo ruolo, quello di Salvatore, e che s’interroga su come svolgerlo nel migliore dei modi. Ma per aiutarlo ci sarà proprio lui: Levi, detto Biff, con la sua rapidità di pensiero al limite dell’irriverenza, le sue mosse di arti marziali e la sua anima da baro giullare.
Con loro, una serie di personaggi che Moore reinventa al servizio del Messia, riuscendo però a bilanciarne perfettamente l’immagine tra la sua ironia dissacrante (marchio di fabbrica dello scrittore americano) e la visione teologica riportata nei testi religiosi. Da Maria Maddalena, una specie di personaggio uscito dritto da Sex and the City, a Giovanni Battista, un (lucido) pazzo scatenato ossessionato dall’elargire battesimi, passando per Pietro, Giuda Iscariota e Maria, la madre del Messia, di cui Biff è da sempre segretamente (mica tanto, poi) innamorato.
Seicento pagine di risate, tenerezza e colpi di scena sparsi ovunque come trappole, ma non aspettatevi quello finale: Gesù di Nazareth finirà in croce, ma potrete ugualmente rimanere sorpresi da quanto amore possa esserci nel cuore del suo migliore amico, che durante la lettura di questo splendido romanzo diventerà l’amico che avete sempre sognato di avere. Un simpatico ciarlatano con la risposta pronta e l’animo impavido di un eroe.

Marco Marsullo

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